IL RESTAURO DEI BRONZI DI RIACE

Il Museo di Reggio Calabria diventa cantiere sul finire del 2008. Iniziano nei primi mesi dell’anno successivo i lavori su Palazzo Piacentini, programmati in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Lavori che rendono necessario lo spostamento dei Bronzi di Riace dal Palazzo-Cantiere. L’urgenza di un restauro, che fa ipotizzare in quell’anno uno spostamento a Roma delle statue, viene infine risolto con l’allestimento di un laboratorio sofisticatissimo e climatizzato in città. Inizia così l’ultimo restauro, in ordine di tempo, operato sulle due statue: quattro anni di analisi, indagini, interventi e approfondimenti, che hanno visto avvicendarsi intorno ai Guerrieri lo staff dei restauratori della soprintendenza, specialisti di varie università italiane ed i tecnici dell’Istituto superiore per il restauro.
A seguire da vicino ogni passaggio di questo storico viaggio conoscitivo sulle statue, in particolare, i due restauratori Nuccio Schepis, per la soprintendenza, e Paola Donati per l’Iscr. Non solo un intervento conservativo, sulle statue, ma anche una indagine conoscitiva. L’intervento, infatti, ha svuotato le due statue dalle terre di fusione residue, ed anche i due corpi bronzei, tanto da mostrare dettagli tecnici oggetto di studio e ricerca.
Il restauro delle due statue, che sono rimaste su appositi lettini in carbonio progettati dall’esperto Iscr Roberto Ciabattoni, ha avuto luogo all’interno del Laboratorio di restauro dai primi mesi del 2010 a metà del 2013. Centinaia di migliaia i visitatori e gli studenti che hanno potuto seguire l’appassionante viaggio di scoperta attraverso il cristallo del laboratorio sempre aperto al pubblico e concluso dagli specialisti con il trattamento protettivo al benzotriazolo.

Lo storico ritorno a “casa” con il ministro Massimo Bray

La storia dei Bronzi di Riace è anche storia di date ed anniversari. Ed i Guerrieri si preparano, a breve, a festeggiare il primo anno dal loro rientro a casa, dopo i quattro trascorsi nel Laboratorio di Restauro, allestito appositamente dal 2009 al 2013 nel Palazzo del Consiglio Regionale di Reggio Calabria.
Una storia, questa, legata all’intervento di riqualificazione di Palazzo Piacentini, sede del Museo nazionale della Magna Graecia, previsto a suo tempo come opera-simbolo dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia e che attende, adesso, il riallestimento per dirsi completato.
Nei primi mesi del dicembre 2013 l’ex ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, lancia l’imperativo: “Riportare a casa i Bronzi di Riace”. Il restauro delle statue è ormai finito da qualche mese, ma il Museo deve ancora essere riallestito. Bray non ha dubbi: non si attenderà la conclusione dei lavori. I Bronzi tornano a Palazzo Piacentini.
Saranno giorni intensi: sopralluoghi, verifiche e allestimento della sala, con i tecnici della soprintendenza, dell’Istituto superiore per il Restauro, del Mibact e dell’Enea.
Nella notte del 6 dicembre l’atteso “viaggio” del ritorno. Scortati dalle Forze dell’ordine, i Guerrieri vengono inseriti in grosse casse, dotate di un sistema di controllo sofisticatissimo, atto a monitorare ogni più piccola vibrazione. Le grandi scatole rosse, accompagnate dall’ex ministro, con la soprintendente archeologica Simonetta Bonomi e lo staff tecnico, vengono adagiate su mezzi speciali ed ammortizzati. Lasciano così, i Guerrieri, il Palazzo del Consiglio regionale calabrese. Per far ritorno al Museo. A passo d’uomo i tir arrivano nel cuore della notte a casa. Le casse fanno il loro ingresso tra una folla di curiosi e giornalisti locali e nazionali. Un lungo applauso suggella l’impresa e subito dopo le prime verifiche. Tutto è andato come previsto. I Guerrieri stanno bene. Il 10 dicembre il ritorno del ministro Bray in città segnerà un’altra tappa decisiva della storia recente delle statue: i Bronzi vengono issati sulle loro nuove basi antisismiche. La nuova sala a loro dedicata sarà poi inaugurata ufficialmente il 21 dicembre 2013 con una grande cerimonia.

BRONZI DI RIACE