9 novembre 2014 Redazione

IL RESTAURO DEI BRONZI DI RIACE

Il Museo di Reggio Calabria diventa cantiere sul finire del 2008. Iniziano nei primi mesi dell’anno successivo i lavori su Palazzo Piacentini, programmati in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Lavori che rendono necessario lo spostamento dei Bronzi di Riace dal Palazzo-Cantiere. L’urgenza di un restauro, che fa ipotizzare in quell’anno uno spostamento a Roma delle statue, viene infine risolto con l’allestimento di un laboratorio sofisticatissimo e climatizzato in città. Inizia così l’ultimo restauro, in ordine di tempo, operato sulle due statue: quattro anni di analisi, indagini, interventi e approfondimenti, che hanno visto avvicendarsi intorno ai Guerrieri lo staff dei restauratori della soprintendenza, specialisti di varie università italiane ed i tecnici dell’Istituto superiore per il restauro.
A seguire da vicino ogni passaggio di questo storico viaggio conoscitivo sulle statue, in particolare, i due restauratori Nuccio Schepis, per la soprintendenza, e Paola Donati per l’Iscr. Non solo un intervento conservativo, sulle statue, ma anche una indagine conoscitiva. L’intervento, infatti, ha svuotato le due statue dalle terre di fusione residue, ed anche i due corpi bronzei, tanto da mostrare dettagli tecnici oggetto di studio e ricerca.
Il restauro delle due statue, che sono rimaste su appositi lettini in carbonio progettati dall’esperto Iscr Roberto Ciabattoni, ha avuto luogo all’interno del Laboratorio di restauro dai primi mesi del 2010 a metà del 2013. Centinaia di migliaia i visitatori e gli studenti che hanno potuto seguire l’appassionante viaggio di scoperta attraverso il cristallo del laboratorio sempre aperto al pubblico e concluso dagli specialisti con il trattamento protettivo al benzotriazolo.

BRONZI DI RIACE