Autore: Vinzenz e Ulrike Brinkmann
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Vinzenz e Ulrike Brinkmann hanno realizzato nel 2013 per il LiebieghausMuseum di Francoforte una copia in bronzo della testa del Bronzo A. Esperto di restituzione del colore nelle statue e nei rilievi di epoca classica, ellenistica e romana, il Brinkmann, che dirige la collezione di antichità della collezione di sculture Liebieghaus di Francoforte e insegna presso l’Istituto di Scienze Archeologiche dell’Università di Bochum, ha fatto eseguire una copia della Statua A ad altezza naturale. Sia nella testa che nella statua veniva proposta la possibile colorazione originaria del Bronzo A, effettuata utilizzando solo sistemi di lucidatura diversi del bronzo. Il risultato, con colori a nostro avviso troppo “accesi”, si inserisce in una serie di ricerche e studi che i Brinkmann hanno effettuato, in collaborazione con l’archeologa greca ChryssoulaSaatsoglu-Piliadeli, vari esperimenti di restituzione del colore nei reperti antichi.
Secondo i Brinkmann, il Bronzo A indossava l’elmo corinzio, riportato indietro sulla fronte per fare vedere in tre punti il diadema regale che gli cinge la capigliatura. Teneva nella destra una lancia e impugnava nella sinistra un hoplon. La bocca semiaperta e la lieve torsione del volto indicano che fosse in interazione con un altro personaggio, a cui si rivolgeva “spavaldo”.

vita1 vita1Il Bronzo B, in relazione probabilmente con quello A, avrebbe delle placchette in rame “finora non ben spiegate” (sic!), che possono alludere a un copricapo trace in pelle di volpe, la alopekis, che avrebbe lasciato intravedere dalla bocca aperta dell’animale scuoiato, una sottostante calotta in cuoio. Oltre a ciò, un sostegno sulla spalla sinistra era forse destinato a fissare una delle zampe di pelle di volpe (in argento!?) che doveva apparire fluttuante nel moto della testa (sic!). Nella mano destra i Brinkmann ipotizzano un’ascia bipenne, nella sinistra forse un arco e una freccia, insieme allo scudo tipico dei Traci: la pelta.
Per quanto riguarda l’identificazione dei personaggi e l’attribuzione, i Brinkmann, partendo da un passo di Pausania, in cui si fa cenno a due statue giganti sull’Acropoli di Atene, che raffiguravano il re ateniese Eretteo in contesa con il trace Eumolpo per ilo possesso di Eleusi, ipotizzano che i due Bronzi siano proprio quelle statue, realizzate entrambe, o una almeno, dal bronzista Mirone.

Osservazioni critiche:
La teoria si dimostra inconsistente e fantasiosa su diversi versanti. Il diadema regale sulla Statua A non sarebbe stato visibile se non stando frontalmente al bronzo, e non c’è traccia dei pendenti sulla nuca che lo caratterizzavano.
Per il Bronzo B si deve notare in primo luogo che la deformazione della calotta cranica della testa rende necessaria e indispensabile la presenza di un elmo corinzio, come si vede nella nostra ricostruzione. Mancano, però, confronti per una alopekis sotto un elmo corinzio, così da rendere la teoria assolutamente improponibile.

 

vita1 vita1Bibliografia:
AA.VV.,Serial/Portable Classic: The Greek Canon And Its Mutation, (a cura di Salvatore Settis, Anna Anguissola, Davide Gasparotto) Milano 2015

BRONZI DI RIACE