Autore: Enrico Paribeni
Localizzazione:
Locride Bronzo A: un eroe, forse Aiace Oileo (artista peloponnesiaco, 460-450 a.C.)
Bronzo B: uno stratega (artista atticizzante, 410-400 a.C.)
Enrico Paribeni ha ipotizzato che il Bronzo A rappresenti un eroe, forse Aiace Oileo, e che esso sia opera di un artista peloponnesiaco che l’avrebbe realizzata intorno al 460-450 a.C. Il Bronzo B, invece, raffigurerebbe uno stratego, eseguito da un artista atticizzante tra il 410 ed il 400 a.C. Per arrivare a queste conclusioni, lo studioso riconosce con chiarezza la fattura non attica del Bronzo A. Tale intuizione porta lo studioso a cercare confronti tra i Bronzi di Riace e la scultura della Magna Grecia, molto lodata in antico, ma di cui non sono rimaste tracce apprezzabili.
Come già Sandro Stucchi, anche il Paribeni valorizza il luogo di rinvenimento delle due statue – Riace, che si trova nella Locride reggina –, dimostrando di non credere all’ipotesi dell’abbandono in mare dei due Bronzi da parte di una nave.
Per quanto attiene alla ricostruzione degli elementi mancanti, il Paribeni ipotizza che il Bronzo B tenesse nella mano destra una spada.

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Ricostruzione grafica di un tipo di Ares frequente nelle pitture pompeiane

A proposito della datazione delle due statue, lo studioso si allinea alla corrente di coloro che vedono tra il Bronzo A e quello B una distanza cronologica di un trentennio circa, ritenendo perciò il Bronzo A opera di Stile Severo, mentre il Bronzo B apparterrebbe allo Stile Classico maturo. C’è da dire, a questo proposito, che tali osservazioni sembrano derivare esclusivamente dalla perfetta conoscenza che abbiamo dell’evoluzione della scultura di Atene, mentre – come, del resto, capita anche con il Giovane di Mozia e con tutte le altre statue della grecità occidentale – tali cognizioni vengono messe fortemente in crisi dalle opere di scuole artistiche diverse da quella attica (peloponnesiaca, magnogreca, siceliota).Osservazioni critiche:
Riguardo alla spada nella mano destra del Bronzo B, occorre precisare che è stato accertato, sulla base dello stagno presente nella cavità della mano stessa, che la statua portasse una lancia. L’identificazione del Bronzo A come Aiace Oileo ha come unica prova a sostegno l’essere un eroe “nazionale” dei Locresi Ozoli in Grecia, fondatori di Locri in Italia. L’ipotesi non tiene conto delle analisi della terra di fusione, che rimanda ad Argos come luogo di realizzazione delle due statue e non affronta il problema del rapporto esistente tra le due statue.

Bibliografia:
E. Paribeni, I bronzi di Riace, in AA.VV., Due Bronzi da Riace, Rinvenimento, restauro, analisi e ipotesi di interpretazione, a cura di L. Vlad Borrelli e P. Pelagatti, II, Roma 1984 (Bollettino d’Arte, Serie speciale, III), pp. 307-312.
E. Paribeni, Le statue Bronzee di Porticello, “Bollettino d’Arte” LXIX 24, 1984, pp. 1-14.
E. Paribeni, Lo stile e la datazione, in AA.VV., Gli Eroi venuti dal mare, a cura di L.M. Lombardi Satriani e M. Paoletti, Roma 1986, pp. 65-76.

BRONZI DI RIACE