Autore: Gheorgios Dontàs
Localizzazione: Atene Agorà
Bronzo A: eroe eponimo (Mirone, 450 a.C.)
Bronzo B: eroe eponimo (Alkamenes, 450 a.C.)
Per la maggioranza degli studiosi di Storia dell’arte classica, forse a causa di una forma mentis ereditata dalle scuole di pensiero dei due secoli passati, imbevute fortemente di neoclassicismo e di idealizzazione della grecità antica, le due statue da Riace “devono” essere state realizzate in Grecia e, in particolare, ad Atene. Brillante esponente di questa classe di studiosi è l’archeologo greco Gheorgios Dontàs, il quale, nel suo studio particolare sui Bronzi, “semplicemente” respinge come impossibile la loro realizzazione nell’Occidente greco, dando per scontato che si tratti di opere attiche. Partendo da questo assioma, provato esclusivamente dall’occhio esperto dello studioso greco, il Bronzo A rappresenterebbe un eroe eponimo ateniese e la sua collocazione sarebbe stata l’agorà di Atene. L’autore di tale opera, vista l’eccellenza della stessa, non potrebbe essere stato che il celeberrimo Mirone, che l’avrebbe realizzata verso il 450 a.C. A differenza del resto degli studiosi, che ritengono che tra le due statue da Riace sia intercorso un lasso temporale di almeno un ventennio, il Dontàs ritiene che il Bronzo B, che raffigurerebbe un altro degli eroi eponimi di Atene, sia opera dello scultore attico Alkamenes, anch’essa realizzata verso il 450 a.C. Nella dimostrazione della sua ipotesi, il Dontàs confronta originali greci, quali i Bronzi da Riace, e copie di epoca romana, anche se non sempre essi appaiono stringenti. Sia la testa di Zeus, replica di un’opera di Mirone, che quella di Hermes Propylaios, replica di un’opera di Alkamenes, sembrano stilisticamente molto lontane dai Bronzi, soprattutto per quanto riguarda la splendida resa dei capelli e della barba nelle statue da Riace, che si dimostrano opere di scuola totalmente e radicalmente diversa.

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Testa di Hermes Propileo da Atene (V sec. a.C.); Statua di Ares Borghese (V sec. a.C.) al Museo del Louvre –Parigi; replica in marmo dello Zeus di Mirone al Museo Ny Carlsberg di Copenaghen (V sec. a.C.)

Per la localizzazione in Grecia dei due Bronzi di Riace si sono espressi anche altri studiosi di vaglia:
• P.C. Bol, O. Deubner, ed E. Harrison propendono in favore di una collocazione delle due statue ad Olimpia, nel donario degli Achei, ritenendo i Bronzi una creazione di Onatas, tra il 470 ed il 460 a.C.
• A. Busignani, W. Fuchs, A. Giuliano e M. Harari, sostengono l’attribuzione al sommo scultore ateniese Fidia, pensando a due opere realizzate verso la metà del V sec. a.C. per il donario degli Ateniesi a Delfi. L’ipotesi di Fidia, che sembrava essere molto “di moda” verso la fine degli anni ’80, è andata perdendo molte adesioni da parte degli studiosi, come pure la possibilità della localizzazione delle statue a Delfi, che nasceva da indizi che si sono dimostrati del tutto inconsistenti.Osservazioni critiche:
L’ ipotesi si regge su confronti tra originali greci (i Bronzi) e copie di epoca romana che non sempre appaiono stringenti; una prospettiva incentrata su Atene e i suoi artisti sembra pervadere l’ intero studio; le attribuzioni ad artisti di cultura ionica, peloponnesiaca, magnogreca e siceliota sono respinte senza motivazioni scientifiche.

Bibliografia:

G. Dontàs, Considerazioni sui due bronzi di Riace: proposte sui maestri e sulla provenienza delle statue, in AA.VV., Due Bronzi da Riace, Rinvenimento, restauro, analisi e ipotesi di interpretazione, a cura di L. Vlad Borrelli e P. Pelagatti, II, Roma 1984 (Bollettino d’Arte, Serie speciale, III), II, pp. 277-298.
G. Dontàs, Some remarks on the bronze statues of Riace Marina, in AA.VV., Actes du XII Congrès International d’Archéologie Classique, – Athènes 1983, I, Athina 1985; II 1988, pp. 89-96.

BRONZI DI RIACE