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Pitagora di Reggio (Pythagóras o Rhegínos) è stato il più grande scultore in bronzo dell’Occidente greco. La sua formazione avvenne a Reggio sotto la guida del suo maestro Clearco di Reggio (Kléarchos o Rhegínos), il primo artista a realizzare statue colossali in bronzo, quali lo Zeus Altissimo (Zeus Hypatos) nel tempio di Atena Calcioico (Athena Chalkioikos) a Sparta.
L’attività come bronzista di Pitagora è fissata dalla cronologia delle vittorie ai giochi panellenici degli atleti che Pitagora immortalò nel bronzo, tra il 480 a.C. e il 448 a.C. La sua prima opera è relativa al crotoniate Astilo, che vinse nell’81^ (488 a.C.), 82^ (484 a.C.) e 83^ (480 a.C.) olimpiade gare di corsa. L’ultima realizzazione databile si riferisce a Cratistene di Cirene, vincitore della corsa con le quadrighe nell’81^ olimpiade del 448 a.C.
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Giudizio degli autori antichi
Plinio, Naturalis Historia, 59: “Pitagora, Reggino d’Italia, lo (sc. Mirone) superò con un pancraziaste situato a Delfi. Costui per primo realizzò in maniera più accurata i nervi, le vene e i capelli… Con la medesima statua vinse anche il Leontisco”.
Pausania, VI, 4, 3: “Fece la statua Pitagora Reggino, bravo nella scultura in bronzo quant’altri mai”.
Diogene Laerzio, VIII, 47: “E si dice che vi fu un altro Pitagora, scultore di Reggio, che, a quanto sembra, per primo cercò di realizzare ritmo e simmetria”.
Mara di Samosata, Epistula ad Serapionemfilium: “Quale vantaggio trassero gli Ateniesi dal condannare a morte Socrate, quando la ricompensa per quell’atto furono carestia e pestilenza? Che vantaggio ebbero gli abitanti di Samo nel condannare al rogo Pitagora, quando in un’ora il loro territorio fu completamente ricoperto dalla sabbia? Quali vantaggi ottennero i Giudei dal condannare a morte il loro saggio re quando in quel momento il regno venne loro sottratto? Dio giustamente ha ricompensato la sapienza di questi tre uomini saggi: gli Ateniesi morirono per la fame, quelli di Samo furono sommersi dal mare e non poterono fare alcunché; i Giudei, rovinati e scacciati dalla loro terra, sono dispersi per ogni paese. Ma Socrate non è morto, egli vive negli insegnamenti di Platone. Pitagora non è morto: egli continuò a vivere nella statua di Hera. E neppure il saggio re è morto; egli vive negli insegnamenti che aveva impartito”.
 
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Statue di vincitori in giochi panellenici
Astilo di Crotone (Siracusa): 488-484-480 a.C. (corsa dello stadio e del doppio stadio)
Mnasea di Cirene: 484 o 456 a.C. (corsa degli opliti)
Protolao di Mantinea: 484 o 444 a.C. (pugilato tra i giovani)
Dromeo di Stinfalo: 484-480 o 460-456 a.C. (dolico)
Leontisco di Messana: 456 o 452 a.C. (lotta)
Cratistene di Cirene: 464 o 448 a.C. (corsa con le quadrighe)
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Bibliografia
H. Lechat, Pythagoras de Rhégion, Lyon 1905;
O. Waldhauer, Pythagoras de Rhégium, Petrograd 1915;
Ch. Hofkes-Brukker, Pythagoras von Rhegium: ein phantom, in “Bulletin Antieke Beschaving”, 1964;
A. De Franciscis, Pythagoras di Regio, in “Klearchos”, 1960.
S. Lagona, Pitagora di Reggio, Catania 1967.

BRONZI DI RIACE